Quanto è forte il valore di un “Sì”? E quanto è assordante il peso di un silenzio?
Si è tenuto nell’Aula Magna del nostro Istituto, un evento di straordinaria importanza, che si inserisce all’interno del percorso curricolare di Educazione Civica: un laboratorio partecipativo sulla prevenzione della violenza contro le donne.
L’obiettivo dell’incontro è stato scolpito in una frase chiara, potente e necessaria: il sesso senza consenso è stupro.
Il dibattito è stato aperto dal nostro Dirigente Scolastico, il Prof. Nazzareno Miele, che ha ricordato come la scuola non debba limitarsi a trasmettere nozioni, ma debba essere il luogo primario in cui si formano cittadini consapevoli, capaci di guardare il mondo con empatia e senso critico.
A seguire, l’Avv. Luigi Marino, Responsabile del Gruppo Italia n°312 di Benevento per Amnesty International, ha portato la preziosa testimonianza dell’organizzazione, spiegando come la tutela dei diritti umani passi inevitabilmente attraverso la lotta alle discriminazioni di genere.
Il cuore dell’approfondimento giuridico è stato guidato da Tina Marinari, Coordinatrice delle campagne di Amnesty International Italia. Con estrema chiarezza, la relatrice ha smontato i pregiudizi ancora radicati nel nostro ordinamento e nella società, come quello legato all’articolo 609-bis del Codice Penale, che spesso lega il reato di stupro esclusivamente all’uso della forza o della minaccia. Il salto di qualità richiesto è l’allineamento alla Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia nel 2013, che mette al centro il consenso dato volontariamente come unica discriminante.
Gli studenti del Rampone sono diventati protagonisti attivi attraverso un laboratorio di role-playing. Mettersi nei panni dell’altro ha permesso ai ragazzi di analizzare criticamente come gli stereotipi di genere quelli che colpevolizzano la vittima per il proprio abbigliamento o comportamento – influenzino ancora oggi la percezione collettiva della violenza.
È stato un momento di confronto vibrante, dove è emerso che il consenso non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana di rispetto. Bisogna COSTRUIRE UNA CULTURA DEL CONSENSO per abbattere quei muri di pregiudizio che impediscono di vivere rapporti interpersonali sani e positivi.
Siamo profondamente orgogliosi di collaborare con partner del calibro di Amnesty International. Offrire ai nostri alunni strumenti critici per decodificare la realtà significa investire su una coscienza civile solida e su un futuro dove il rispetto non sia un’eccezione, ma la norma.








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